Uscire dalla violenza: un network per la donna
Piccin Editore
Sgalla - Di Somma - Giannini - Emanuele
La violenza sulle donne è un problema di dimensioni universali, basato sul pregiudizio culturale della superiorità dell’uomo rispetto alla donna; è un fenomeno trasversale a culture e società ed esteso a ogni classe sociale e a ogni fascia di età.
Secondo i dati Istat, 6 milioni 743.000 donne, in un’età compresa da 16 a 70 anni, sono state vittime di violenza fisica o sessuale nel corso della vita. Nella Violenza rientrano le azioni che procurano sofferenze o danni fisici, mentali o sessuali, nonché la minaccia di sopruso, la coercizione e la privazione della libertà. Tali condotte possono portare fino all’omicidio che comporta in Italia un caso di morte ogni tre giorni.
I maltrattamenti e la violenza hanno un impatto sulla salute delle persone e sulla sanità pubblica, che va oltre il singolo evento violento, ma che ha conseguenze a breve e lungo termine: fisiche (cefalee ricorrenti, disturbi gastroenterici cronici, malattie cardiovascolari, asma, patologie cutanee, neoplasie), psichiche (depressione, disturbi del sonno, ansia, difficoltà di concentrazione, disturbi del comportamento alimentare, idee di suicidio e autolesionismo) e sociali (capacità della donna di prendersi cura dei figli, perdita di giornate lavorative).
I casi di violenza afferenti ai servizi istituzionali sono solo una minima parte del fenomeno sommerso che avviene tra le mura domestiche. Infatti, solo il 7% delle donne che ha subito violenza denuncia l’aggressore. Tuttavia, il numero di vittime di maltrattamenti e violenza che si rivolgono ai Servizi di Emergenza della Rete Sanitaria Ospedaliera e Territoriale
è in aumento.
Il Pronto Soccorso è uno dei luoghi dove, oltre a praticare l’intervento sanitario sull’emergenza della violenza di genere, si può favorire l’emersione della violenza nelle relazioni intime avviando un’organica risposta, anche sul piano psico-sociale, costruendo la rete con il territorio, distretti, medici di medicina generale, forze dell’ordine, consultori, coinvolgendo anche il privato sociale e le associazioni delle donne impegnate contro la violenza.