Manuale Oxford di Sanità Pubblica 3/e 2015
Piccin Editore
Manuale Oxford di Sanità Pubblica Terza edizione 2015
a cura di Charles Guest, Walter Ricciardi, Ichiro Kawachi, Iain Lang
Edizione italiana a cura di
Walter Ricciardi, Leonardo Palombi
Prefazione alla terza edizione inglese
Quando, giorno per giorno, si affrontano i problemi in Sanità Pubblica, è facile dimenticare tutti i suoi grandiosi successi. È altrettanto facile dimenticare che molti degli importanti progressi che oggi diamo per scontati non sono stati subito accettati o messi in pratica, anche se la strategia di prevenzione era sorprendentemente semplice e molto efficace.
Un esempio famoso è la dimostrazione di Semmelweis che il lavaggio delle mani con una soluzione a base di cloruro di calcio preveniva la sepsi puerperale. Egli intraprese questa pratica in una clinica ostetrica di Vienna nel maggio 1847 e dimostrò che il tasso di mortalità materna era sceso dal 10-20% dell’anno precedente all’1-2% nell’anno successivo. I suoi risultati non furono presi in considerazione dalla classe medica, soprattutto perché non era noto il meccanismo che spiegava la sua scoperta. Sempre più scoraggiato per non esser riuscito a cambiare la pratica clinica, Semmelweis fu ricoverato nel 1861 per una grave depressione in un istituto psichiatrico, dove morì nel 1865. Solo pochi anni dopo la sua morte fu ampiamente riconosciuta l’importanza del lavaggio delle mani nella prevenzione della trasmissione di infezioni all’interno delle strutture ospedaliere.
Il riemergere di gravi infezioni trasmesse in ospedale negli ultimi decenni è in parte dovuto alla mancata adesione a ciò che Semmelweis aveva dimostrato in modo molto convincente più di un secolo fa. Tuttavia, i moderni sistemi di sorveglianza hanno subito identificato l’epidemia emergente perciò è stato possibile arginare di molto il problema, ponendo una nuova enfasi sul lavaggio delle mani con agenti antisettici.
Oggigiorno diamo per scontato gli effetti nocivi del fumo e le campagne anti-fumo rappresentano uno dei cardini delle attività di Sanità Pubblica. La stretta associazione tra fumo e tumore del polmone e patologie cardiovascolari e respiratorie è stata pubblicata per la prima volta nei primi anni ’50. Tuttavia, queste scoperte non sono state prese in considerazione dai medici, molti dei quali fumavano. Si è dovuti arrivare intorno al 1970 per avere un ampio consenso sul fatto che il fumo sia una delle principali cause di cattivo stato di salute e soltanto da allora sono state concertate azioni contro l’uso, la vendita e la pubblicità del tabacco.
Nel 21° secolo il fumo rappresenta ancora la principale causa di morte prematura. Nella maggior parte dei Paesi ad alto reddito la prevalenza dei fumatori è in diminuzione e la mortalità correlata al fumo sta iniziando a diminuire. Tuttavia, nei Paesi a reddito basso e medio più densamente popolati, il tasso di fumatori è in aumento e la mortalità fumo-correlata sta diventando sempre più comune.