Tossicodipendenze Una guida alle basi razionali del trattamento 1/e 2013
Pensiero Scientifico Editore (il)
Tossicodipendenze Una guida alle basi razionali del trattamento 1/e 2013
Amato Laura
Pani Pier Paolo
Il concetto di tossicodipendenza, intesa come dedizione totale
a una sostanza d’abuso, è ben rappresentato dal termine inglese
addiction, derivato dal latino addictio: nell’antica Roma, l’addictio
indicava la condizione di schiavitù nella quale veniva ridotto il
debitore (addictus) nei confronti del creditore.
Nonostante la dipendenza appartenga alla storia dell’umanità, e non
solo, essendo riscontrata anche negli animali, il suo riconoscimento
come malattia è vicenda recente: solo nel 1987, il DSM – il manuale
diagnostico per i disturbi mentali più accreditato nel mondo occidentale
– conferisce alla tossicodipendenza autonomia diagnostica,
legandone l’esistenza alla presenza della cosiddetta “dipendenza fisica”,
ovvero alla presenza di un malessere legato all’astinenza dalla
sostanza, superabile con la riassunzione della sostanza stessa. Più
recentemente, la cosiddetta dipendenza “psicologica” è stata riconosciuta
come la vera essenza della malattia, che costringe l’individuo
a privilegiare l’assunzione della sostanza d’abuso rispetto a qualunque
altra attività e a modificare la propria scala di valori in funzione
di questa priorità. La “dipendenza fisica” corrisponde, invece, a una
reazione di adattamento dell’organismo a numerosi farmaci che non
necessariamente producono “dipendenza psicologica”. La dismissione
del termine “dipendenza”, a questo punto confusivo, e la sua
sostituzione con il termine addiction – utilizzato peraltro da lungo
tempo nella letteratura scientifica e adottato anche in Italia nel lin-guaggio medico – si è realizzata recentemente con la pubblicazione
del DSM-V, che intitola la sezione dedicata alla tossicodipendenza
Substance-Related and Addictive Disorders.
Per quanto sia facile pensare che l’addiction sia causata dall’assunzione
di droghe, gli sviluppi della ricerca ci portano oggi a comprendere
come numerosi siano i fattori coinvolti nella sua genesi.
Si tratta di fattori ereditari, biologici, psicologici, sociali. Gli stessi
fattori entrano in campo nel determinare la remissione e la ricaduta
nel comportamento tossicomanico. È quindi molto importante,
nel definire l’inquadramento diagnostico, la valutazione prognostica
e il programma di trattamento di persone con problemi legati
all’utilizzo di sostanze psicoattive e la verifica, oltre che di fattori
direttamente riconducibili alla sostanza (tipologia, quantità, frequenza
dell’uso), anche di quelli predisponenti/scatenanti negli
ambiti biologici, psicologici e sociali.
L’obiettivo del presente manuale è fornire informazioni aggiornate
sulla diffusione delle varie sostanze d’abuso, sui loro meccanismi
di azione neurofisiologica, sugli effetti sulla salute e, soprattutto,
descrivere quali sono gli interventi sanitari utili ad attenuare le
conseguenze, sul piano individuale, e quali quelli utili per un’azione
di prevenzione sia individuale che sociale. Per farlo, abbiamo
coinvolto i massimi esperti italiani sugli argomenti trattati, ai quali
abbiamo chiesto una presentazione aggiornata dello stato delle
conoscenze, orientata a fornire informazioni pratiche, di facile uso
per medici e psicologi interessati all’argomento.
Ciascun capitolo è stato elaborato sotto forma di expert opinion,
laddove le evidenze scientifiche si affiancano alle convinzioni e
alle opinioni personali degli autori. Abbiamo, inoltre, integrato
le informazioni veicolate nei singoli capitoli con i risultati delle
revisioni sistematiche della letteratura scientifica condotte dalla
Cochrane Collaboration – il cui gruppo di lavoro su droghe e alcol
ha la sede editoriale in Italia – che forniscono una prospettiva
obiettiva, esaustiva e aggiornata sulle evidenze di efficacia, o di
non efficacia, degli interventi.