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Postura i fondamenti (La)

Postura i fondamenti (La)

Autori: Lazzari E
ISBN: 9788875720292

Disponibile
123,50 € 130,00 €
Tasse incluse

 
La Postura - I fondamenti
LAZZARI E.
Pag. 248 - 480 illustrazioni a colori
ISBN 978-88-7572-029-0
Prezzo di copertina 130,00 €
sconto 110,50 €
 
Enzo Lazzari
 
Già Primario Ospedaliere di Fisiatria. Specialista in Ortopedia fisiochinesiterapia e Malattie Nervose. Responsabile del Centro di Posturologia dell'Ospedale G. Aragona S. Giovanni in Croce. Laureato presso l'Università di Pavia in Medicina e Chirurgia il 25 novembre 1954. Primario presso l'Ospedale di Villanova d'Arda. Specializzazione in malattie nervose e mentali: 22 Novembre 1961 presso l'Università di Modena. Specializzazione in Ortopedia e Traumatologia: 22 Luglio 1963 presso l'Università di Genova. Specializzazione in Fisiochinesiterapia: 18 Luglio 1968 presso l'Università di Bologna. Docente della Scuola Infermieri Professionali (PC) per il gruppo di materie "Riabilitazione e Medicina sociale" anno 1972-78. Docente della Scuola Terapisti Riabilitazione dell'Università di Parma anni 1977-78-79.
 
PARABOLA
 
Il pescatore dopo avere raccolto un certo numero di perle, immaginò di ornare con esse il collo della sua donna; cercò modi per farle stare allineate ma tutto fu vano e morì senza aver potuto realizzare il suo desiderio. Un altro, dopo di lui, essendo nel frattempo stato inventato il filo, pensò di risolvere il problema legando assieme le perle; rabberciò una specie di collana, rovinando però l'effetto delle perle. Poi ci furono altre invenzioni e finalmente un tale, pensando alla storia del pescatore che si era tramandata nei secoli, ebbe l'idea di fare un buco nelle perle e farci passare un filo; così, finalmente, una collana di perle ornò il collo di una donna.
 
Morale della parabola
 
Per allineare un certo numero di perle:
se cerco di sistemare una ad una le perle su un piano, non riesco facilmente a controllarle; se raggiungo lo scopo a prezzo di ansie e tempi lunghi, il risultato è assai instabile; un qualsiasi urto su una perla si trasmette alle altre (effetto farfalla) provocando un disastro;
se invece infilo le perle, costringo le stesse ad allinearsi e posso modellarle su superfici diverse e appenderle al collo come una collana.
 
Conclusione: l'azione del filo è un mezzo meccanico con caratteristiche di linearità atto a dominare i fenomeni caotici delle perle in libertà. Le perle rappresentano il caos; la collana rappresenta la linearità.
I fenomeni della postura sono così complessi, tante le correlazioni ma, allo stesso tempo, non possiamo considerare funzioni caotiche, lo stare in piedi, muoversi e camminare.
 
Se apro un rubinetto e l'acqua scorre, questo è un fenomeno caotico, come il temporale e gli uragani. Ma se prendo una bottiglia, la riempio al rubinetto e la metto sul tavolo, il caos dell'acqua che scorre finisce dominato nel recipiente. Alla bottiglia piena posso applicare una forza e spostarla con processi lineari, ignorando il caos che prosegue all'interno. Se però butto la bottiglia nel fiume, essa, a sua volta, tornerà a far parte di un evento caotico, come tutto ciò che porta la corrente.
 
Allora ricordando la collana di perle e poi tanti altri fenomeni complessi, ci si rende conto che deve esistere, alla fine, un "qualcosa" atto a linearizzare l'insieme di questi fenomeni, agli effetti di una funzione. E non ci si deve fare allettare da alcuni fenomeni, come dal canto delle sirene.
 
Il dentista: io ho notato che quando esiste una deviazione della mandibola in un senso, ciò causa una ipoconvergenza dell'occhio.
 
L'oculista: io invece so che quando esiste una ipoconvergenza, questa causa un problema occlusale.
 
Il vestibologo: ma no, io sono certo che tutto dipende dall'orecchio.
 
Anch'io allora: ... se mi alzo presto al mattino e mi affaccio alla finestra, vedo il sole che si alza all'orizzonte, dico: "sono io che affacciandomi faccio sorgere il sole".
 
I fenomeni possono essere infiniti e variamente collegati ma la funzione, come schema e modello, è lineare. Dobbiamo cercare di capirla.
 
I discorsi sulla Postura si stanno diffondendo presso tutti gli ambienti; ma spesso non appare chiaro di che cosa si parla: non esiste un linguaggio comune e tanto meno un progetto per stabilire significati e metodologie di approccio.
 
Dobbiamo cercare tutti di portare un po' di ordine nel discorso. Va detto subito che la Postura:
 
• non è l'Equilibrio;
• non è una Posizione;
• non è "l'Occlusione".
 
 
È una funzione che riguarda la gestione della posizione e contemporaneamente la modulazione del movimento. Dobbiamo tentare una definizione accettabile da tutti.
 
Possiamo avvicinarci al problema pensando a cosa c'è di comune in tutte le posizioni e cosa hanno in comune le posizioni, i movimenti e l'equilibrio e, alla fine, a come c'entra tutto ciò con la salute degli organi e delle strutture dell'uomo. Per conoscere il problema posturale, bisogna confrontarsi con tutte le componenti morfofunzionali del corpo afferenti alle sue attività e cioè: stare in piedi, muoversi, sentirsi bene e, perché no, esprimere bellezza.
 
Dovremo prima di tutto sapere di che cosa parliamo e perché. Porci degli obiettivi e definire un metodo per raggiungerli; il tutto con la massima chiarezza, soprattutto, dando risposte concrete alle domande.
Se il problema contiene aspetti complessi, non può essere questa una scusa per affrontarlo con discorsi caotici, altrimenti il discorso diventa esso stesso fattore di confusione.
 
Nella realtà di tutti i giorni, ognuno deve affrontare situazioni che, scientificamente, presentano aspetti complessi sotto vari punti di vista, ma nella pratica, non ci si può fermare per questo, se si devono tradurre le premesse teoriche in una prassi operativa.
 
Succede a tutti al momento in cui si comincia ad occuparsi di postura; subito al primo problema fanno seguito una infinità di altri a cascata (su tutti gli aspetti e fenomeni possibili) e ci si trova nella necessità di cercare una via d'uscita. Se uno quando si sveglia al mattino, prima di alzarsi in piedi, pretende di sapere tutti i come e i perché di ciò che si appresta a fare, rimarrà seduto a pensare per tutta la sua vita.
 
Ma se invece di discutere tutti i problemi, si limiterà a pensare a ciò che deve fare cioè puntare i piedi per terra, spingersi in avanti e mettersi in verticale al suolo, l'essenzialità del processo otterrà un effetto funzionale immediato. Penso che sarà più semplice spiegare anche il discorso posturale se partiamo dai fatti. Allora, in sintesi, il problema che ci si pone è:
 
 
1. sapere di cosa si parla;
2. che sia chiaro a cosa mira il discorso;
3. usare un comprensibile modo di esporlo. Ne deriva la necessità di:
 
a) definire il significato e stabilire i parametri di una corretta postura;
b) proporre i modi e i metodi per tradurre in una prassi operativa il discorso; decidere quale linguaggio usare.
 
 
Per tutti gli argomenti è importante trovare dei riferimenti chiari, comprensibili. Il discorso sarà comprensibile se attraverso metodiche lineari offrirà risultati e proposte concrete. Nel caso specifico, deve essere accessibile a tutti, in relazione alle competenze di ognuno: agli operatori che lo gestiscono, agli utenti che devono mettere in pratica i suggerimenti e ai critici per una opportuna disamina e per utili discussioni. Sarà poi inevitabile che se ne continui a parlare, come di una partita di calcio, all'infinito; ma alla fine, la partita si gioca sempre in un periodo di tempo stabilito, con 11 giocatori per parte e con un pallone da calciare in rete e nessuno può sfuggire a queste costanti o ignorarle.
 
Il primo problema sono quindi le costanti di riferimento che per la postura sono:
 
 
1 - le leggi di natura;
 
2 - le strutture del corpo umano;
 
3 - il funzionamento di queste strutture in relazione agli obiettivi: nel caso specifico stare in piedi e adattarsi alle incombenze statico-motorie;
 
4 - i messaggi e i condizionamenti dell'ambiente esterno.
 
 
In questo iter scientifico e pratico si incontrano delle componenti e dei fenomeni con caratteristiche di complessità, difficili da spiegare o da gestire e di cui si è dovuto prendere coscienza.
 
Dal punto di vista pratico ci viene in aiuto, per superare gli scogli, il riferimento a schemi funzionali che corrispondono anch'essi ad una costante.
 
Nella stesura del volume cercheremo di seguire una linearità di esposizione, di dare chiari schemi di sintesi, di azzardare ipotesi quando non esistono risposte su aspetti e argomenti che è necessario o doveroso approfondire.
 
NOTA
 
Pur essendo ricorsi frequentemente all'aiuto e al parere di tecnici (matematici, ingegneri, programmatori ecc.) alla fine abbiamo deciso di escludere dal testo qualsiasi formula, convinti, tra l'altro, che non esistono (ancora) formule atte a spiegare certi problemi per i quali è meglio affidarsi alla logica del cervello e alle sue capacità di immaginazione. Nel corso dei non pochi anni di impegno su questo problema abbiamo letto e consultato un grandissimo numero di testi e lavori scientifici, anche non medici, per cercare di capire le funzioni e i fenomeni. Negli ultimi tempi, invece, ci siamo limitati alla consultazione di testi base, evitando letture e suggestioni da parte di una ormai non più controllabile letteratura sulla postura, per meditare e cercare di essenzializzare i problemi al fine di ricondurli, quando possibile, ad un unico filo conduttore. È anche il motivo per cui abbiamo eliminato, al limite del possibile, citazioni e riferimenti bibliografici nel testo. Dobbiamo purtroppo prendere atto e fare presente che concetti e numerosi disegni da noi pubblicati, anni fa, in testi ed articoli relativi a questo e ad altri problemi, sono stati utilizzati, senza autorizzazione, in numerose pubblicazioni di altri autori.
 
 
 
Indice
 
 
INTRODUZIONE
 
PARTE PRIMA
 
STRUTTURE E FUNZIONE POSTURALE - L'ADATTABILITÀ - IL BILANCIAMENTO - IL MODELLO
 
1. - LA MECCANICA POSTURALE
 
1.1 IL CORPO UMANO COME STRUTTURA STATICO-MOTORIA
 
1.1.1 I sistemi chiusi cinematici
 
1.1.2 I sistemi chiusi elastico-dinamici
 
1.1.3 Il sistema chiuso morfo-elastico-dinamico
 
1.1.4 Considerazioni sui sistemi chiusi
 
1.2 LA BASE D'APPOGGIO (I PIEDI) - CARATTERISTICHE STRUTTURALI E FUNZIONALI
 
2. - IL CONTROLLO E LA GESTIONE
 
2.1 I SISTEMI E LE VIE DELL'INFORMAZIONE
 
2.1.1 Il sistema Somatosensitivo
 
2.1.2 II sistema Otovestibolare e Oftalmico
 
2.2 L'INTEGRAZIONE DEI MESSAGGI - L'ELABORAZIONE - LA MEMORIA
 
2.3 IL MANTENIMENTO DELL'EQUILIBRIO
 
2.4 VIE EFFERENTI
 
2.5 ELABORAZIONE DELL'INFORMAZIONE
 
 
 
2.5.1 Schema: le strutture neurologiche e la loro funzione
 
2.5.2 Muscoli
 
 
APPENDICE
 
3. - ADATTABILITÀ ED EQUILIBRIO
 
3.1 LE FORZE INTERNE ED ESTERNE
 
 
3.1.1 La gravita amica
 
 
3.2 ADATTABILITÀ ED ADATTAMENTO
 
 
Passivo e Attivo
 
3.2.1 Concetto di bilanciamento
 
 
A - La dinamica del sistema cranio-cervico-toracico
 
B - La dinamica del sistema toraco-lombo-pelvico
 
C - Bilanciamento del bacino sugli arti inferiori
 
D - I Sistemi statico-dinamici complessi d'interazione somatogravitazionale
 
 
3.2.2 Adattamento dei recettori, dei centri di elaborazione e di programmazione
 
3.2.3 Adattabilità attiva e passiva coordinata
 
3.2.4 I livelli superiori: l'adattamento e l'abituazione
 
 
3.3 POSTURA E MOVIMENTO
 
SCHEMA 1
 
SCHEMA 2
 
 
3.4 LA COMPONENTE OCCLUSALE DELLA POSTURA
 
3.5 ADATTAMENTO DEL CRANIO
 
3.6 LA DINAMICA DELLE FORZE AL SUOLO
 
 
3.6.1 L'equilibrio della massa corporea e della struttura
 
3.6.2 L'equilibrio interno
 
3.6.3 Ritmo posturale - Ritmo corporeo
 
 
4. - IL MODELLO
 
PARABOLA
 
4.1 LO SCHEMA IDEALE O PROTOTIPO
 
 
4.1.1 Modello meccanico
 
4.1.2 Modello gestionale
 
4.1.3 Modello funzionale
 
 
4.2 IL MODELLO GENETICO. IL TIPO: della stirpe, famigliare, individuale
 
4.3 IL MODELLO E IL PROCESSO FUNZIONALE: SIMULAZIONE
 
PARTE SECONDA
 
ADATTAMENTO - DISFUNZIONE - PATOLOGIA
 
5. - DISFUNZIONE POSTURALE
 
5.1 L'ADATTAMENTO E IL PROCESSO DISFUNZIONALE
 
 
5.1.1 Dall'Adattabilità all'adattamento plastico
 
 
5.2 LA DISFUNZIONE
 
 
5.2.1 Fattori causali della disfunzione
 
5.2.2 Causa ascendente - Causa discendente - Concausa
 
 
5.3 COME AVVENGONO GLI "ADATTAMENTI" PLASTICI - CORRELAZIONI
 
5.4 LA GRAVITA' NEMICA
 
5.5 VIZI POSTURALI-I COMPENSI
 
NOTE
 
 
6. - LE PATOLOGIE NELL'AMBITO POSTURALE
 
6.1 PATOLOGIE CONSEGUENTI E CAUSALI
 
6.1.1 Patologie derivanti da disfunzioni posturali
 
6.1.2 Patologie che causano disfunzioni posturali
 
6.2 "COMPONENTE MECCANICA"-PATOLOGIE DA DISASSAMENTO
 
6.3 PROBLEMI SENSORIALI
 
6.4 PROBLEMI VARI
 
6.4.1 Il problema occlusale
 
6.4.2 II problema dolore
 
 
PARTE TERZA
 
ESAME POSTURALE
 
7. - I CODICI MORFOLOGICI E FUNZIONALI
 
Estetica e postura
 
7.1 LA STRUTTURA DEL CORPO UMANO E IL RAPPORTO TRA LE VARIE PARTI
 
7.2 IL CORPO IN RIFERIMENTO AGLI ASSI E PIANI DELLO SPAZIO - in un sistema aperto – SOMATOSTEREOANALISI
 
7.2.1 Preparazione dell'ambiente per l'esame
 
7.2.2 Assi e piani dello spazio relativi al corpo umano in piedi e alla sua linea di gravità
 
7.2.3 Riferimento degli assi e dei piani dello spazio al corpo umano
 
7.3 TERMINOLOGIA
 
7.3.1 Dislocazioni e movimenti del corpo umano nel sistema chiuso
 
7.3.2 Nel sistema aperto
 
7.4 PARAMETRI DELLE FUNZIONI DINAMICHE
 
7.5 PARAMETRI DELLE FUNZIONI SENSORIALI
 
7.6 ESTETICA E POSTURA
 
8. - ESAME OBIETTIVO GENERALE
 
PREMESSA
 
8.1 DATI PERSONALI E FAMIGLIARI
 
8.2 ESAME MORFOLOGICO STRUTTURALE - SOMATOANALISI
 
8.3 ALLINEAMENTO DEL CORPO IN RELAZIONE ALLA LINEA DI GRAVITA -SOMATOSTEREOANALISI
 
 
 
8.3.1 Esame della componente dinamica
 
8.4 ESAME DELLA MOBILITÀ
 
8.4.1 Mobilità passiva
 
8.4.2 Esame motorio posturale - Mobilità attiva
 
8.5 ESAME ANALITICO
 
8.6 ESAME DI BASE DEI SISTEMI DI GESTIONE E DELLA OCCLUSIONE
 
ESEMPIO DI CARTELLA CLINICA
 
9. - ESAMI STRUMENTALI - DALLA STABILOMETRIA ALLA POSTUROMETRIA
 
PREMESSA
 
9.1 METODICHE SPECIFICHE DI ESAMI TRADIZIONALI
 
9.1.1 Esami della componente morfologico strutturale
 
9.1.2 Esami relativi a fenomeni funzionali
 
9.2 ESAMI E STRUMENTI DI NUOVA CONCEZIONE
 
9.2.1 Strumenti per l'analisi delle forze al suolo - Stereoanalisi
 
9.3 DALLA STABILOMETRIA ALLA POSTUROMETRIA
 
9.3.1 Perché la postura stabilometria
 
9.3.2 Triangolo funzionale del piede
 
9.3.3 Piattaforma posturo-stabilometrica
 
10. - L'ESAME POSTURO-STABILOMETRICO
 
10.1 VALUTAZIONI CON L'ESAME POSTURO-STABILOMETRICO
 
 
 
10.1.1 Caratteristiche della piattaforma
 
10.1.2 Preparazione dell'esame
 
10.1.3 Esame Stabilometrico
 
10.1.4 Esame Posturometrico
 
10.2 L'ESAME POSTURO-STABILOMETRICO NELLA VALUTAZIONE DELLA POSTURA - STEREOANALISI
 
 
10.2.1 Analisi e valutazione del ritmo corporeo
 
10.2.2 Analisi del bilanciamento tonico e del ritmo
 
10.2.3 Test del bilanciamento dinamico
 
10.2.4 Test di adattamento
 
10.2.5 Discriminazione del disordine da disassamento spaziale e del disordine delle forze interne
 
10.2.6 Strumenti per l'analisi del corpo e della sua posizione nello spazio
 
PARTE QUARTA
 
I RIMEDI: Educazione - Rieducazione - Terapia
 
 
11. - EDUCAZIONE E RIEDUCAZIONE
 
PREMESSA
 
11.1 INDIVIDUAZIONE E ANALISI DEI PROBLEMI - PROGETTO - TECNICHE
 
11.2 RIEDUCAZIONE RELATIVA AL RAPPORTO TRA I VARI SISTEMI CHIUSI DEL CORPO:
SOMATORIEDUCAZIONE
 
11.2.1 Risoluzione delle resistenze: fase passiva
 
11.2.2 Risoluzione delle resistenze: fase attiva
 
11.3 CORREZIONE DEL BACINO IN ALLINEAMENTO CORPOREO
 
11.4 ARMONIZZAZIONE DELLE TENSIONI SEGMENTARIE
 
11.5 RIEDUCAZIONE DELLA POSIZIONE DEL CORPO IN ALLINEAMENTO
 
11.5.1 Il feedback conoscitivo: ricondizionamento dei sistemi di informazione e di integrazione
 
11.5.2 Rieducazione del bilanciamento e del ritmo posturale - Somatostereoanalisi
 
12. - RIEDUCAZIONE STRUMENTALE
 
12.1 STRUMENTAZIONI TRADIZIONALI - ROTTURA DEGLI SCHEMI ERRATI E DELLE RESISTENZE - RIEDUCAZIONE PROPRIOCETTIVA
 
12.1.1 Rieducazione propriocettiva
 
12.2 ESERCIZI FEEDBACK E FEEDFORWARD CON PIATTAFORMA POSTURO-STABILOMETRICA - ROTTURA DEGLI SCHEMI ERRATI E RISTRUTTURAZIONE DEGLI SCHEMI CORRETTI
 
12.3 METODOLOGIA DI STEREORIEDUCAZIONE DELL'EQUILIBRIO E DELLA POSTURA
 
12.4 STEREORIEDUCAZIONE POSTURALE GLOBALE-BILANCIAMENTO-ADATTAMENTO
 
12.5 SOMATOSTEREORIEDUCAZIONE STRUMENTALE
 
13. - RIPROGRAMMAZIONE DELLO SCHEMA CORPOREO
 
13.1 ACQUISIZIONE E MANTENIMENTO DELLA COMPONENTE STRUTTURALE E DELLA ORGANIZZAZIONE NEURO-SENSORIALE
 
13.1.1 Esercizi al tappeto
 
13.1.2 Esercizi in ortostatismo con il corretto allineamento dell'asse corporeo
 
13.1.3 Rieducazione degli apparati sensoriali
 
13.1.4 Occlusione
 
13.1.5 Principi fondamentali
 
13.2 RIPROGRAMMAZIONE E MANTENIMENTO DEELO SCHEMA CORPOREO - CORRETTO RAPPORTO CON L'AMBIENTE13.2.1 Schema corporeo
 
14. - PROBLEMI SENSORIALI ED OCCLUSALI
 
DIAGNOSI E TRATTAMENTO - RIEDUCAZIONE E TERAPIE
 
14.1 I PROBLEMI SENSORIALI
 
14.1.1 Esame diagnostico clinico
 
14.2 APPARATO OFTALMOLOGICO
 
14.2.1 Test posturometrici e stabilometrici relativi alla soppressione o manipolazione dell'apparato oftalmologico
 
14.3 APPARATO OTOIATRICO
 
14.3.1 Test di attivazione dell'insieme Vestibolo - Cervice -Visivo
 
14.4 APPARATO PROPRIOCETTIVO ED ESTEROCETTIVO
 
14.4.1 Test di soppressione del messaggio propriocettivo e esterocettivo dei piedi
 
14.4.2 Altri atteggiamenti posturali
 
14.5 INTERVENTI TERAPEUTICI O RIEDUCATIVI
 
14.5.1 Metodiche di rieducazione sensoriale
 
14.6 IL PROBLEMA OCCLUSALE
 
14.6.1 Esame con la piattaforma Posturo-Stabilometrica
 
14.6.2 La deglutizione
 
14.6.3 Rieducazione dei disordini posturali "occlusali"
 
15. - CONSULENZE E COLLABORAZIONI TRA VARIE COMPETENZE
 
LA "POSTURA" NELLE VARIE DISCIPLINE - LE TERAPIE
 
15.1 CONSULENZE E COEE AB ORAZIONI TRA EE VARIE COMPETENZE
 
15.1.1 Oftalmologia e Postura
 
15.1.2 Vestibologia e Postura
 
15.1.3 Occlusione e Postura
 
15.2 LA "POSTURA" NELLE VARIE DISCIPLINE
 
15.2.1 Fisiatria e Ortopedia
 
15.2.1.1 Anziani e affetti da handicap
 
15.2.1.2 Postura nell'amputato - Protesi di arto inferiore
 
15.2.2 Pediatria ed età evolutiva
 
15.2.3 Sport
 
15.2.4 Lavoro
 
15.2.5 Postura e Gravidanza
 
15.3 LA POSTURA E LE ETÀ DELL'UOMO
 
 
 
15.3.1 La postura e l'anziano - L'età non è una condanna
 
 
 
15.4 IL PROBLEMA DOLORE
 
15.5 LE TERAPIE - SIGNIFICATO E SCOPI
 
15.5.1 Chirurgia e postura
 
15.5.2 Le protesi e i tutori ortopedici
 
15.6 TERAPIA FISICA
 
15.7 TERAPIA FARMACOLOGICA
 
16. - CERTEZZE - DUBBI - IPOTESI
 
16.1 RITMO CORPOREO E RITMO POSTURALE
 
16.1.1 Il bilanciamento
 
16.2 PRINCIPIO DI INDETERMINAZIONE
 
16.3 PRINCIPIO DI CORRELAZIONE
 
16.4 IL FENOMENO QUANTICO COME ELEMENTO DI COORDINAZIONE DEGLI STIMOLI MUSCOLARI
 
16.5 PSICOLOGIA E POSTURA
 
16.6 POSTURA E PESO
 
16.7 IL LINGUAGGIO
 
16.8 LA LINEARITÀ - LA COMPLESSITÀ - IL CAOS NELL'ARTE
 
16.9 ALCUNI STUDI RELATIVI ALL'ESAME POSTURO-STABILOMETRICO
 
GLOSSARIO
 
INDICE ANALITICO
 
BIBLIOGRAFIA
 

 

Autori
Lazzari E
Anno
2006
Edizione
01
Volume
1
Pagine
236
Formato
21x30
Aspetto
Cartonato
9788875720292
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